A TAVOLA
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CERTIFICAZIONE DELLA RISTORAZIONE DI QUALITÀ Breve storia dell'olivicoltura in Liguria
SE VUOI BERE UN BUON CAFFE'..............

“Conosci il tuo pasto Ristorante Certificato”. Il disciplinare prevede i requisiti di qualità igienico sanitaria che devono osservare i ristoratori, le regole di formazione e addestramento del personale, il divieto di offerta di alimenti a base di OGM e l’obbligo di una offerta di alimenti di qualità certificata come i prodotti dell’agricoltura biologica ed i prodotti tipici della tradizione italiana come i prodotti tradizionali, D.O.P. e I.G.P.

In base al ritrovamento di documenti e reperti archeologici, si è giunti a ritenere che l'usanza della coltivazione dell'ulivo in liguria sia stato introdotto in seguito alla dominazione romana. Furono però i monaci benedettini ad organizzare

L'Italia, come vuole la tradizione, è la patria del buon caffè. L'espresso di casa nostra è ineguagliabile per gusto ed aroma, ed i tentativi d'imitazione, che sono davvero tanti, non hanno niente a che vedere con la qualità dell'originale.

Proprio per evitare che il nome "Espresso Italiano" venga utilizzato per un prodotto che non corrisponde alla tradizione ed alle attese del consumatore, l'Istituto Nazionale Espresso Italiano ha redatto Continua>>>>

L'aceto tradizionale di Modena: redazionale per conoscere il nettare e visitare un'acetaia gratis e.......... non virtualmente.
I CUSTODI DEL TERRITORIO
Fattorie Didattiche
I primi documenti scritti risalgono al sec. XI quando in una cronaca del monaco benedettino Donizone si parla del dono di una botticella di aceto da parte del Marchese Bonifacio, Signore del castello

Gli agricoltori diventano i custodi di queste risorse e di questo territorio.....

Le strade del culatello di Zibello >

Coinvolgono gli agricoltori e le loro aziende, in collaborazione con le scuole..
Cioccolato, meglio dell'Aspirina
Piatti unici e torte salate
Crostate di frutta
Il cioccolato fa bene e non solo all'umore. La conferma a una certezza che i ghiotti di gianduiotti e simili nutrivano da sempre arriva dal convegno conclusosi in questi giorni a Boston della American Association for the Advancement of Science (Aaas). Norman Hollenberg, professore di medicina all'Harvard Medical School ha presentato i risultati preliminari di una ricerca che ha messo in evidenza l'importanza della cioccolata come sorgente di flavonoidi, sostanze naturali che si trovano in molti cibi di origine vegetale - vino rosso, tè, mele - e che hanno proprietà cardioprotettive analoghe a quelle dell'aspirina. Chi in famiglia ha il compito di preparare il pranzo ben lo sa: non c'è niente di più "pratico" del piatto unico. Anche chi si siede a tavola e gode dei piaceri della gola è dello stesso parere. Un "monopiatto" ben assortito e preparato con fantasia, appaga l'occhio e soprattutto il palato. Infatti, il piatto unico non è per niente "povero" come il termine farebbe pensare. In realtà è la somma di diverse componenti alimentari in una combinazione tanto "saggia" da rappresentare un vero pasto completo, armonico nella sua composizione, energetico e costruttivo, vitaminico e mineralizzante.
I dietologi lo tengono in grande considerazione. Il vantaggio, secondo il parere degli specialisti, è quello di appagare subito lo stimolo della fame. In pratica, si raggiunge quel piacevole senso di sazietà con una minor quantità di cibo, mentre la gola non ha modo di essere stimolata eccessivamente dalla vista di nuove portate.
La base di questa torta è sempre la pasta frolla e, secondo la ricetta classica, si prepara così: per una crostata di media grandezza occorrono 200 g di farina, 120 g di burro, 80 g di zucchero, 2 tuorli, la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato, sale. Setacciate la farina sulla spianatoia con un pizzico di sale, fate la fontana e al centro mettete il burro morbido (ma non troppo: toglietelo dal frigo un paio d’ore prima), amalgamato allo zucchero in una ciotola a parte, e diviso a pezzetti. Unite i tuorli e la scorza di limone e impastate velocemente con la punta delle dita ben fredde (o con un cucchiaio di legno). Continuate ad amalgamare il tutto velocemente per evitare di scaldare l'impasto. Formate un panetto, avvolgetelo in carta speciale da forno o in pellicola trasparente e tenetelo in frigo per almeno un'ora. Levate la pasta frolla dal frigo almeno 10 minuti prima di utilizzarla, per evitare che si sbricioli mentre la stendete.
 
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